Napoli Pride 2021: l’amore in tutte le sue sfumature
Qual è l’importanza del Pride?
Con questa domanda si aprono tutte le interviste per il Napoli Pride 2021, tenutosi a Napoli, in piazza Dante sabato 3 Luglio 2021. La manifestazione, che rappresenta la difesa dei diritti della comunità LGBTQ+, ha festeggiato quest’anno il venticinquesimo anniversario del primo Pride di Napoli riprendendone lo slogan “Jesce Jesce Sole”
Nonostante non sia stato possibile effettuare il corteo, piazza Dante si è tinta di mille colori e si è arricchita con una miriade di voci! Voci che chiedevano all’unisono di essere ascoltate e accettate; ma soprattutto chiedevano a gran voce di avere la libertà di essere se stesse nel proprio corpo e di amare senza ripercussioni e senza essere giudicate.

Mai come quest’anno il Napoli Pride è stato un evento necessario. Crea scalpore infatti da qualche mese il DDL Zan, il disegno di legge di Alessandro Zan che condanna i reati di omolesbotransbifobia, legge necessaria ma fin troppo discussa e ostacolata da politici che storcono ancora il naso cercando di etichettare la comunità LGBTQ+ come “diversi”, “malati” o “pazzi”. Gli ospiti sul palco, a partire dallo stesso Alessandro Zan si sono schierati in prima linea contro le discriminazioni, cercando in ogni modo di sperare per l’Italia un futuro migliore di quello di paesi come Polonia e Ungheria dove sono state approvate leggi che puniscono l’omosessualità considerandola come reato. Quindi, mentre la festa si scatena in piazza, le domande che sorgono negli animi di tutti i partecipanti al Napoli Pride sono:
riuscirà il nostro paese a migliorare?
Arriverà un momento in cui non sarà più necessario una manifestazione per affermarci nel mondo?
Breve Storia del Pride
Inizialmente chiamato gay pride oggi il pride è una manifestazione che abbraccia tutti i tipi di orientamento sessuale e di identità di genere difendendone i diritti e dando loro visibilità. I pride nel mondo vengono concentrati, salvo alcune occasioni eccezionali di necessità, nel mese di giugno, universalmente riconosciuto come il Pride Month, o mese del Pride. In Italia tutte le più grandi città, partendo da Milano organizzano le loro manifestazioni per la rivendicazione dei diritti della comunità LGBTQ+ (e quest’anno per ottenere l’approvazione del DDL Zan). Il Sud non resta indietro grazie anche al Napoli Pride.

Ma da dove deriva il Pride e come mai giugno viene considerato il Pride Month?
Per riuscire a rispondere a questo interrogativo bisogna andare un po’ indietro nel tempo, negli anni ’60 del secolo scorso quando in America si respirava un clima di razzismo e intolleranza verso le minoranze. Proprio per questo la polizia era solita effettuare retate nei locali gay picchiando, arrestando, minacciando e talvolta uccidendo, coloro che partecipavano a quelle serate solo per divertirsi e per sentirsi a loro agio nel mondo. Il 27 giugno del 1969 durante una di queste retate nello Stonewall Inn di New York la comunità LGBTQ+ per la prima volta si ribellò alla polizia rispondendo all’oppressione e al razzismo con la violenza. Il 27 giugno fu solo l’inizio di una serie di scontri tra la polizia e la comunità LGBTQ+ americana (in cui la polizia americana schierò addirittura l’unità della guerra in Vietnam).
Nacquero così una serie di manifestazioni in cui la comunità gay scese in piazza con lo slogan “Say it clear, say it loud. Gay is good, gay is proud“.
I moti di Stonewall furono l’inizio di un movimento enorme che, un anno dopo, sfociò nel primo gay pride e che pian piano ha consacrato giugno come il mese dell’orgoglio omosessuale, quello che per noi oggi è il mese del Pride.

Il DDL Zan
Una delle cose su cui verteva il Napoli Pride è il DDL Zan. Alessandro Zan, deputato del PD, ha proposto un disegno di legge che prevede l’inasprimento delle pene per tutti coloro che commettono crimini e discriminazioni contro omosessuali, transessuali, donne e disabili. Il Disegno di Legge di Zan si va a integrare all’articolo 604 del codice penale che punisce con la reclusione fino a 4 anni chiunque discrimini per razzismo o per base religiosa.
Il DDL Zan andrebbe anche a istituire una giornata nazionale contro l’omolesbobitransfobia al fine di creare una “cultura del rispetto” e di contrastare i pregiudizi di sfondo omofobo, misogino, razziale e religiosi.
Come per ogni segno di progresso, l’opinione pubblica e dei politici si divide in due fazioni: chi è favorevole al DDL Zan che lo vede per quello che è realmente: uno spiraglio di libertà, di progresso e di accettazione e chi lo disprezza definendolo come una “limitazione della propria libertà personale” senza comprenderne appieno il significato e senza soprattutto mostrare empatia o un minimo di buon senso.
Iconico in merito al disegno di legge, il discorso di Fedez sul palco del 1° Maggio in cui ha parlato delle discriminazioni citandone esempi e ribadendo l’importanza di questa legge, cercando di sensibilizzare quanto più possibile anche i più restii.

Il Napoli Pride
Sulla base di queste premesse si è svolto il Napoli Pride.
I numerosi partecipanti, indipendentemente dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere, hanno espresso la loro solidarietà alla comunità LGBTQ+ rispondendo in maniera onesta, aperta e immensamente sensibile e profonda alle domande che venivano loro poste.
La più importante riguardava proprio l’importanza del Pride. Da quello che si è potuto evincere dalle risposte degli intervistati è che il Pride è uno degli eventi più attesi dell’anno! Un evento importantissimo per celebrare una comunità che troppo spesso viene attaccata, isolata e discriminata e a cui viene tolto il diritto più importante. Il diritto di amare chiunque si desideri e di essere se stessi.
Il Pride diventa dunque un momento ricco di orgoglio in cui ognuno può mostrare il suo vero io senza essere giudicato o attaccato. Eppure, nonostante la bellezza dell’evento, ci auguriamo che un giorno il Pride sia solo un momento di festa. Magari sarà una manifestazione felice che ricordi che si, ci sono i giorni bui ma che finalmente sono passati.


















